PIERO GROS TORNA SUL TRONO DI AXAMER LIZUM: 50 ANNI D’ORO
Aggiornato il 11.03.2026
Il leggendario fuoriclasse della Valanga Azzurra ha ripercorso le curve della sua impresa olimpica del 1976 celebrando mezzo secolo di storia dello sci sulle nevi di Innsbruck.
Il 14 febbraio 1976 il mondo dello sci scopriva il volto tenace di un ventunenne di Sauze d’Oulx capace di domare la bufera e il ghiaccio dell’Axamer Lizum. Sabato 14 febbraio 2026, a cinquant’anni esatti da quel trionfo che consegnò all’Italia una storica doppietta olimpica in slalom speciale, Piero Gros è tornato nel cuore pulsante del Tirolo per riabbracciare le “sue” montagne. Un ritorno che non è stato solo una celebrazione, ma un ponte teso tra le vette di ieri e l’eccellenza turistica di oggi nel comprensorio sciistico più grande del distretto di Innsbruck.

La cronaca di quel sabato del ’76 parla di una visibilità ridotta al minimo e di una neve incessante che copriva le sessantadue porte del tracciato Birgitzköpfel. Gros, allora detentore della Coppa del Mondo generale 1973/74, scese con una furia agonistica che gli permise di infliggere distacchi abissali agli avversari nella seconda manche superando il compagno di squadra Gustav Thöni, medaglia d’argento, e resistendo alla pressione del fuoriclasse svedese Ingemar Stenmark, uscito durante il recupero. Fu l’ultima grande vittoria della carriera di “Pierino”, un oro che ancora oggi rappresenta uno dei vertici tecnici più alti dello slalom speciale moderno.

L’evento dei giorni scorsi ha visto Gros scivolare nuovamente lungo i pendii dell’Axamer Lizum, oggi dotata di nove impianti di risalita e quaranta chilometri di piste perfettamente preparate. Accanto a lui, un’altra protagonista di quell’edizione, la canadese Kathy Kreiner, oro in gigante, a testimonianza di come Innsbruck sappia custodire e valorizzare il proprio Dna olimpico. La giornata ha offerto l’occasione per riflettere sull’evoluzione delle sedi storiche, dal trampolino del Bergisel alla pista di Igls, simboli di una regione che continua a investire nella ricerca e nella sostenibilità dei grandi eventi sportivi.

Proprio questa eredità è stata al centro di un approfondimento video dedicato al viaggio di ricerca nel Tirolo olimpico, un percorso che ha esplorato l’anima sportiva e culturale del territorio dal castello di Ambras alle vette del Patscherkofel. Un legame profondo che da sempre unisce la conservazione della memoria storica e lo sviluppo di un’offerta turistica d’avanguardia, capace di trasformare i luoghi della leggenda in destinazioni d’eccellenza per lo sci contemporaneo.
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